BLU METILENE PER TESSUTI
- Davide Lonardi
- 3 nov 2021
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 21 apr 2022
Il colorante che rivoluzionerà il fotovoltaico

Dagli scarti dell’industria tessile arriva il composto chimico che potrebbe rivoluzionare le rinnovabili, soprattutto il solare: un colorante per batterie super efficienti, una molecola, chiamata Blu di metilene, che è infatti in grado di immagazzinare e rilasciare energia al bisogno e potrebbe dare vita a batterie per pannelli fotovoltaici molto più efficienti.
Accumulare energia nei giorni privi di sole, è uno degli obiettivi più importanti della ricerca sul fotovoltaico. Avere infatti batterie efficienti che compensino i giorni in cui l’energia immagazzinata è scarsa renderebbe il solare veramente rivoluzionario, sempre più paragonabile in termini di prestazioni alle fonti di energia fossile, obsolete e fortemente inquinanti.
Come funziona il blu metilene
Il blu di metilene è un comune scarto dell’industria tessile, e oltretutto tossico per la salute umana, quindi un suo reimpiego non solo è utile per evitare sprechi, ma eviterebbe uno smaltimento costoso e potenzialmente nocivo.
I ricercatori dell’università di Buffalo hanno effettuato due esperimenti, costruendo due semplici batterie redox con il colorante disciolto in acqua salata, In entrambi i casi l’efficienza è stata ottima.
Tuttavia è ancora da perfezionare la durata dell’efficienza, che per ora si mantiene elevatissima solo per 50 cicli di carica e scarica, pochi per un eventuale utilizzo su scala industriale.
I risultati indicano comunque che il blu di metilene è un materiale ottimo per le batterie a liquido. Gli scienziati sperano di compiere il passo decisivo: trovare un modo economico per estrarre il composto dalle acque reflue dell’industria tessile, cosa che “chiuderebbe il ciclo”, connettendo due industrie così importanti in modo virtuoso e sostenibile. Con notevoli vantaggi anche per tutti noi, che potremmo avere accesso a pannelli efficienti e sempre più economici.



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